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2014, il giro del mondo in 160 giorni

Mar, 2014 ~ Lascia un commento ~ Written by cobbretto

Senza lasciare l’Oceania, raggiungo la tappa successiva, le isole Figi,

 

ospite da ragazzi che per vivere fanno i ballerini nei locali frequentati da turisti. Questo è uno dei loro spettacoli.

 

Anche qui, all’interno, ci sono scorci di panorami gradevolissimi,

 

ma le immagini che vengono in mente, parlando di Figi, sono soprattutto queste:

 

lo sterminato arcipelago di isole tropicali, l’acqua trasparente,

 

i meravigliosi atolli,

 

e il dolce, dolcissimo far niente.

 

L’isola in cui mi trovo si chiama Mana, me l’avevano presentata come uno dei paradisi tropicali da cartolina;

 

in effetti non sbagliavano, il posto è assolutamente strepitoso,

 

anche qui ci sono i suoi abitanti più caratteristici, sia a terra

 

che in acqua,

 

poi in acqua ce ne sono anche altri, che ho incontrato durante un’immersione.

 

No, decisamente non sbagliano a considerare questo luogo un paradiso,

 

e sembrerebbe che non sia l’unico a pensarla così.

 

Adesso, probabilmente, quello stesso cane si starà godendo pure il magnifico cielo al tramonto,

 

non che il cielo di giorno sia meno spettacolare.

 

Ma tornando sull’isola maggiore, Viti Levu, anche l’interno è molto bello, le case nei villaggi semplici ma a loro modo eleganti, con i giardini spesso curatissimi.

 

Per la strada c’è molto più movimento,

 

e anche nel villaggio dove mi ospitano c’è movimento… per preparare il “lovo”, il tradizionale sistema di cottura nella terra,

 

e per preparare la “kava”, la bevanda che accompagna buona parte delle serate.

 

Nella nuova destinazione, la Polinesia, gli scenari non cambiano di molto,

 

quello che cambia sono le influenze: qui a Papeete, in territorio francese, ci si ritrova la sera a mangiare all’aperto presso una delle roulotte sparse in ogni angolo.

 

Non cambia però l’immaginario tropicale,

 

né le suggestive atmosfere che prendono vita nelle ore del crepuscolo.

 

Anche l’interno non delude, tra corsi d’acqua

 

e pregevoli cascate,

 

come pregevole è la varietà dei paesaggi: nelle zone più alte sembra di essere in Europa.

 

Quella laggiù, oltre questa splendida piscina naturale, è Moorea,

 

dove si vedono immagini come questa,

 

o questa,

 

e anche alcune delle spiagge formate da detriti di conchiglie e coralli, senza sabbia, come alcune delle isole più celebri dell’arcipelago, dove però non ho abbastanza tempo per andare.

 

Mettiamoci anche quest’altra spiaggia,

 

con la panoramica dall’alto,

 

e poi concedetemi anche questa, per chiudere, perché l’animato mondo di barche e navigatori che c’è qui, e che ho avuto l’occasione di frequentare un poco in questi miei giorni polinesiani, è stata una delle cose che mi hanno affascinato di più.

 

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