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Sahariana

Gen, 2011 ~ Lascia un commento ~ Written by cobbretto

    Sahariana è la breve sintesi di un’esperienza unica, inimitabile, durata tre giorni e tre notti. Un’esperienza totalmente imprevista, improvvisata durante un breve viaggio in Marocco, e come spesso accade con le cose improvvisate, e come ancor più spesso accade per le cose impreviste, si è rivelata ben più entusiasmante di quanto avessi mai potuto immaginare.

    Ero già stato nel deserto di Thar in Rajasthan, nel nord dell’India, perciò quando a Fès mi è stata proposta una gita nel Sahara non l’ho presa in grande considerazione, anche perché avrei lasciato il Marocco appena qualche giorno dopo e con i tempi così stretti sarebbe stata una corsa folle: c’era da fare un lungo viaggio fino a Merzouga, poi due notti in un accampamento in stile berbero, e il rientro di corsa, sempre se tutto fosse filato liscio, appena in tempo per il volo di ritorno.

Il ragazzo ha provato a insistere un po’, era una specie di agente itinerante che vendeva qualsiasi genere di pacchetto turistico: si aggirava per le vie, gli alberghi e le pensioni del centro in cerca di nuovi possibili clienti, e ci aveva agganciato davanti alla portineria della nostra pensione. Noi eravamo in due, nessuno di noi due negava che l’escursione potesse essere straordinariamente avvincente, ma nessuno di noi due gli ha dato molte speranze: se non decisamente contrari, eravamo quantomeno molto perplessi. Tra l’altro stavamo uscendo per cenare, dovevamo salutarlo, ma lui, per nulla scoraggiato, ci ha congedato con un largo sorriso e un “arrivederci”, dicendo che sarebbe ripassato più tardi per riparlarne.

Quando siamo rientrati era già notte, il ragazzo era ancora lì, negli altri alberghi non doveva aver avuto molta più fortuna, così aveva atteso nella nostra pensione per cercare di giocarsi le sue carte con noi, che dovevamo essere la sua ultima speranza della giornata.

    Ha cominciato ad apparecchiare tutti i suoi album fotografici e a illustrarci il programma, garantendo spostamenti, vitto e alloggio per tutta la durata dell’escursione, una volta acquistato il pacchetto non c’era da spendere un centesimo in più; il prezzo, diceva, non era un problema, per quello avremmo sicuramente trovato un accordo che avrebbe accontentato tutti. Quando, dopo una lunga e sospirata attesa, è giunto il momento di dircelo, la spesa per tutte quelle attività, come ampiamente previsto, era uno sproposito, ma di quello non dovevamo preoccuparci, ci sarebbe venuto incontro.

Trattava sul prezzo senza perdersi mai d’animo, la pazienza non gli difettava di certo, in questo da quelle parti sono maestri e i suoi modi erano solo l’ulteriore conferma di quanto tale fama fosse meritata.

Anche l’ora tarda non giocava a suo favore giacché, per riuscire a fare tutto secondo i programmi, saremmo dovuti partire prestissimo, a un’ora indecente, praticamente quasi senza dormire, perciò ogni minuto in più poteva allontanarlo dalla sua meta e rafforzare la nostra convinzione di desistere, ma lui non si scomponeva e pareva non avesse nessuna fretta di chiudere.

    Dopo aver chiacchierato a lungo, amabilmente, mentre sorseggiavamo senza sosta bicchierini di ottimo tè preparato alla maniera marocchina, del tè verde molto zuccherato con dentro un mazzetto di menta fresca, a dispetto di ogni possibile pronostico (nostro), ma come giusto premio alla tenace perseveranza (sua), alla fine è accaduto l’imprevedibile (sempre per noi, lui probabilmente aveva sempre pensato l’esatto contrario): ci siamo lasciati convincere. La sua tattica era riuscita alla perfezione.

Abbiamo dovuto convenire che era pur sempre un’occasione ghiotta per vedere qualcosa di speciale, di unico, chissà se e quando sarebbe mai capitato di nuovo, e per il prezzo… dopo tanta fatica, che fino a quel punto avevamo speso più per il gusto della contrattazione e per vedere quale cifra saremmo riusciti a spuntare che per altro, oggettivamente alla fine eravamo scesi a un prezzo ottimo. Per quel che riguarda le modalità, lui avrebbe incassato l’anticipo lasciando solo la copia di un contratto firmato e un numero di telefono, non un granché come rassicurazione in un posto in cui è bene guardarsi dai piccoli truffatori, ma il tizio dell’albergo garantiva per lui.

Abbiamo deciso di andare, e se ne valeva la pena ciascuno può giudicarlo dalle foto, che comunque non possono rendere che in minima parte la bellezza del luogo. Per quanto riguarda il giudizio mio, è stata una delle decisioni più azzeccate che abbia mai preso.

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