e abbiamo potuto farlo anche noi, con la guida locale, un ragazzo di ottima compagnia, che ci ha intrattenuto con qualche canzone tipica delle sue parti
Nella tenda restavano i sette strati di coperte pesantissime che ci avevano permesso di resistere al freddo, ma così pesanti che per tutta la notte, finché non si usciva da quella trappola, si era completamente immobilizzati, non si riusciva a muovere un solo muscolo
poi siamo rimasti lì, per buona parte della mattina, a goderci tutta la tranquillità e l’energia del posto
ma in mancanza di compagnia ci dedicavamo a un altro incontro, quello con il solito incantevole scenario
in uno dei pochi tratti in cui potevano trovare qualcosa di verde, così com’era intorno a quello spaurito alberello che viveva solo soletto tra la sabbia
Abbiamo potuto così goderci il tramonto, mentre ci preparavano il cous cous più buono che abbia mai mangiato
e riempendoci gli occhi delle straordinarie immagini e dei magnifici colori che stavamo per lasciare
